Il check up cutaneo è la valutazione medica della pelle che viene prima di qualsiasi trattamento di medicina estetica.
Con un colloquio, l’osservazione del viso e alcuni test strumentali, il medico capisce com’è fatta la tua pelle, come sta cambiando e di cosa ha davvero bisogno.
Nel mio ambulatorio è il momento più importante di tutto il percorso. Prima di trattare devo capire chi ho davanti.
Non parlo solo della pelle: conta la persona nel suo insieme, con il suo stile di vita, le sue abitudini e il modo in cui negli anni si è presa cura di sé.
Un check up della pelle serve proprio a questo: trasformare l’impressione che hai guardandoti allo specchio in una diagnosi. Solo da lì si può costruire un piano che abbia senso per te e non per la paziente “media”.
In questo articolo ti spiego cosa valuto durante il check up, come si svolge la prima visita e perché, a volte, il risultato più onesto è dirti che non hai bisogno di nessun trattamento.
Check up cutaneo, analisi della pelle, valutazione cutanea: di cosa parliamo davvero?
Se cerchi informazioni online, trovi questo esame con molti nomi: check up viso, check up pelle, check up pelle viso, analisi della pelle, valutazione cutanea, check up estetico.
Spesso indicano cose diverse, e conviene fare chiarezza.
Quando parlo di check up cutaneo intendo un atto medico: una visita fatta da un medico. Il medico ascolta la tua storia, osserva la pelle e fa alcuni test. Alla fine arriva a una diagnosi.
È il punto di partenza di ogni percorso di medicina, compresa quella estetica.
Ci sono però alcune cose che il check up cutaneo non è:
- Non è un check up completo. Non comprende esami del sangue né controlli generali sulla salute. Riguarda la pelle, anche se, come vedremo, la tua salute generale conta nella valutazione.
- Non è il controllo dei nei. Controllare i nei e scoprire per tempo eventuali tumori della pelle è compito del dermatologo, lo specialista di riferimento. Se durante la visita noto un neo o una macchia che merita un approfondimento, ti indirizzo da lui.
- Non è l’analisi della pelle in istituto o in farmacia. Sono servizi utili, con i loro strumenti e le loro finalità, per esempio orientarti nella scelta dei cosmetici. Le competenze però sono diverse. Il check up medico serve a formulare una diagnosi e a decidere se e come intervenire con trattamenti medici, come un peeling chimico o una biorivitalizzazione.
Nota: la differenza non sta in chi è “più bravo”, ma in cosa si può fare dopo. Solo una valutazione medica può portare a un trattamento medico.
Perché nessun trattamento dovrebbe iniziare senza una diagnosi
La medicina estetica è un atto medico. Sembra scontato, ma è il punto da cui parte tutto il resto.
Ogni trattamento che eseguo in ambulatorio richiede di sapere quali sostanze uso, come agiscono e quanto devono restare sulla pelle, ovvero i tempi di posa.
Pensa al peeling chimico, il trattamento che elimina gli strati di pelle danneggiati e aiuta la pelle a rinnovarsi. Non lo può eseguire chiunque.
Se la sostanza o i tempi non sono adatti alla pelle che ho davanti, invece di migliorarla rischio di danneggiare il derma, lo strato profondo della pelle. Lo stesso vale per la biorivitalizzazione, il trattamento che migliora la qualità della pelle lavorando sugli strati più superficiali.
Per questo, senza un check up cutaneo, non posso lavorare in scienza e coscienza. Nessun trattamento dovrebbe iniziare senza una diagnosi.
Quello che vedi allo specchio, una ruga, una macchia, una pelle spenta, spesso è solo la conseguenza di un processo più profondo. Ne ho parlato nell’articolo Invecchiamento viso: perché cambia dopo i 30 anni — La spiegazione medica.

“Che trattamento devo fare per il viso?”
È una delle domande che mi sento fare più spesso, e la risposta onesta è: dipende.
Dipende dalla tua pelle, dalla tua storia e da quello che emerge dalla visita. Non esiste un trattamento giusto in astratto.
Capita sempre più spesso che una paziente arrivi in ambulatorio con un’idea già precisa, trovata su Google, e chieda direttamente il trattamento che vuole fare.
Capisco la curiosità, ma l’autodiagnosi online non può sostituire una valutazione medica.
Io sono il medico, e scelgo secondo un criterio. Quel criterio nasce proprio dal check up.
È lo stesso principio della prevenzione: conoscere la pelle prima che i segni del tempo si facciano evidenti. Ne parlo in Medicina antiaging e beautification: due filosofie opposte della medicina estetica?
Cosa valuta il medico durante il check up
Il check up cutaneo serve a raccogliere tre tipi di informazioni: com’è fatta la tua pelle, come si comporta nelle diverse zone del viso e cosa la sta influenzando nella tua vita e nella tua salute.
Il biotipo cutaneo
Il biotipo cutaneo indica le caratteristiche di base della tua pelle, in particolare quanto è idratata e quanto sebo produce. Fa parte della diagnosi e orienta tutte le scelte successive.
I biotipi principali sono:
- Pelle sensibile: reagisce facilmente agli stimoli esterni.
- Pelle seborroica: produce più sebo, ovvero più grasso, ed è più lucida e spessa.
- Pelle normale: è quella che si sente nominare più spesso, ma nella maggior parte dei casi è in realtà una pelle mista.
Guardandoti allo specchio puoi farti un’idea, ma per definire il biotipo uso dei test specifici, eseguiti con piccoli strumenti che si appoggiano sulla pelle, senza alcun fastidio:
- la sebometria, che misura la quantità di sebo presente sulla pelle;
- la corneometria, che misura il grado di idratazione.
Ogni zona del viso ha la sua pelle
Il viso non ha un solo biotipo. Zone diverse si comportano in modo diverso, ed è per questo che lo valuto per distretti, ovvero area per area.
Un esempio molto comune è il volto a T. La paziente ha un biotipo complessivamente normale, ma:
- su fronte, naso e mento, la cosiddetta zona T, la pelle è seborroica, più lucida e più spessa;
- nella regione perioculare, cioè il contorno occhi, la pelle è più sottile e disidratata.
Trattare il viso come se fosse uniforme significherebbe sbagliare almeno su una di queste zone.

L’anamnesi generale e gli stili di vita
L’anamnesi è la raccolta delle informazioni sulla tua storia, ed è il primo atto di ogni visita medica. Nel check up cutaneo ti chiedo:
- Il rapporto con il sole. Quanto ti sei esposta negli anni e come ti sei protetta. È uno dei fattori che più incidono sulla pelle.
- Le tue abitudini cosmetiche. Come ti strucchi, come detergi la pelle, quali prodotti usi e come ti trucchi.
- Il tuo stile di vita, perché sonno e stress lasciano segni sulla pelle. Ne parlo qui: Dormire fa bene alla pelle? La scienza che lo dimostra.
- La tua salute generale. Se hai una malattia cronica dell’intestino, o prendi farmaci per una malattia del sistema immunitario, devo saperlo. Quello che succede nell’intestino, per esempio, si può vedere anche sulla pelle.
Le domande sui cosmetici non servono a giudicare la tua routine. Mi aiutano a distinguere cosa sta davvero facendo la tua pelle da quello che promette il marketing.
Nota: l’acido ialuronico è importantissimo per mantenere la pelle idratata e piena. Ma quello contenuto nelle creme non arriva al derma, lo strato profondo della pelle, in quantità sufficienti. Può idratare la superficie, ma non sostituisce una biorivitalizzazione.
Come si svolge la prima visita
La prima visita segue tre fasi: il colloquio, l’osservazione e il piano personalizzato.
1. Il colloquio
Si comincia parlando. È il momento dell’anamnesi che ti ho descritto sopra: le tue abitudini, il tuo rapporto con il sole, i cosmetici che usi, la tua salute generale.
Ascolto anche cosa ti ha portata da me e cosa vorresti migliorare.
2. L’osservazione
In medicina il primo passo resta l’esame obiettivo, cioè guardare e toccare la pelle. Nel check up cutaneo l’osservazione è di due tipi.
- Visiva. Valuto se ci sono rughe, più o meno profonde, lesioni, macchie e iperpigmentazioni, cioè zone in cui la pelle è più scura.
- Tattile. Toccando la pelle capisco com’è al tatto, liscia, ruvida, spessa o sottile, e spesso anche se hai già fatto dei trattamenti in passato.
Poi arrivano gli strumenti. Oltre a sebometria e corneometria, che ti ho descritto sopra, posso usare:
- la lampada di Wood, una luce particolare che mostra quanto in profondità arrivano le pigmentazioni, per esempio quelle dovute al sole;
- i test di reattività cutanea: piccole prove che mi dicono quanto la tua pelle è sensibile e come reagisce agli stimoli.
3. Il piano personalizzato
Solo a questo punto posso proporti un percorso.
Una delle valutazioni che faccio riguarda il grado di invecchiamento cutaneo, che misuro con la scala di Glogau: una scala che indica quanto la pelle è invecchiata, soprattutto a causa del sole.
Da qui dipende anche il tipo di trattamento.
Una ragazza di 35 anni, per esempio, potrà fare una biorivitalizzazione, che come abbiamo visto lavora sugli strati più superficiali.
Una signora di 60 anni avrà bisogno piuttosto di una bioristrutturazione, quel trattamento che serve a rigenerare la pelle in profondità.
I trattamenti si possono anche combinare: nella stessa seduta posso eseguire un peeling chimico e, subito dopo, una biorivitalizzazione.
Nota: due persone con la stessa ruga possono avere bisogno di due trattamenti diversi. È il check up a dire quale.
E se dopo il check up emerge che non serve nessun trattamento?
Succede, e va detto con la stessa chiarezza con cui si propone un trattamento.
Se dalla visita viene fuori che la tua pelle non ha bisogno di nulla, il mio compito è dirtelo.
Il medico ha una responsabilità precisa: quando un trattamento non serve, non lo deve vendere. Deve fare il medico.
Un check up che si conclude con un “va bene così” non è tempo perso. Ora sai com’è la tua pelle e da dove partire se un giorno vorrai intervenire.
Il trattamento parte dal check up cutaneo
Il check up cutaneo non è una formalità prima del trattamento: è il trattamento che comincia nel modo giusto.
Prima di decidere cosa fare, bisogna capire chi si ha davanti.
Nei prossimi articoli entrerò nel dettaglio di alcuni dei temi che hai incontrato qui, dalla cura quotidiana della pelle al rapporto tra stress e invecchiamento cutaneo.
Se vuoi conoscere meglio il mio approccio alla medicina estetica, lo trovi qui: questa è la mia filosofia.
Se i temi che stai leggendo ti interessano, continua a seguire il blog.