Sì, dormire fa bene alla pelle, e non è un modo di dire.
Durante il sonno l’organismo attiva sostanze che il corpo produce (ormoni) e sostenze di riparazione che agiscono direttamente sulla qualità del derma e dell’epidermide, quindi sia sullo strato più superficiale che su quello più profondo della pelle.
Conta quante ore dormi, ma conta altrettanto come dormi.
Il sonno è un bisogno naturale del corpo, e proprio per questo è una delle domande che pongo sempre ai pazienti per avere una storia della salute completa.
Insieme ad alimentazione, attività fisica ed esposizione al sole, le informazioni sul sonno sono importantissime.
Spesso ciò che vediamo sulla pelle racconta anche come stiamo riposando.
In questo articolo vediamo:
- cosa accade alla pelle di notte,
- quante ore servono davvero,
- che legame c’è tra sonno e stress e
- cosa c’è di vero dietro il cosiddetto “beauty sleep”.
Cosa succede alla pelle mentre dormi
Mentre dormi, la pelle lavora.
Nelle fasi di sonno profondo l’organismo rilascia la maggior parte dell’ormone della crescita (GH), una sostanza che il corpo produce soprattutto mentre dormi .
Questa sostanza innesca una serie di risposte nello strato più profondo della pelle – il derma – in particolare sui fibroblasti.
Non spaventarti di questo nome, i fibroblasti sono più semplicemente delle cellule che hanno il compito di produrre collagene ed elastina. Ovvero quelle proteine che danno alla pelle sostegno, compattezza ed elasticità.
Quindi, mentre tu dormi e ti rilassi, l’ormone della crescita GH lavora per te, stimolando le cellule che producono collagene ed elastina, così la tua pelle appare più fresca e riposata ogni mattino.
Il GH ha anche un effetto sullo strato più superficiale della pelle.
Favorisce il turnover dei cheratinociti, altro termine medico che potrebbe spaventare, ma più semplicemente significa che favorisce il ricambio naturale delle cellule dello strato esterno della pelle, l’epidermide.
È uno dei motivi per cui, dopo una notte di sonno davvero ristoratore, la pelle appare più luminosa al mattino.
Mentre tu dormi e lavora per te
Il secondo meccanismo riguarda il cortisolo, l’ormone dello stress, prodotto dalle ghiandole surrenali, piccole ghiandole che si trovano sopra i reni.
A torto si pensa al cortisolo come ad un ormone negativo, quando nella realtà ha delle funzioni ben precise.
Al mattino raggiunge un picco verso l’alto, per dare maggiore energia al risveglio, mentre durante la notte scende ai valori più bassi proprio per favorire il riposo.
Questa riduzione notturna frena l’attività delle metalloproteinasi, ovvero quegli enzimi presenti naturalmente nei tessuti che consumano il collagene. Per capire cosa sono gli enzimi, pensa a delle piccole “forbici” naturali che il corpo usa per smontare e rinnovare i tessuti.
Un altro effetto benefico della riduzione del cortisolo durante la notte, è il freno che mette alle ialuronidasi, quegli enzimi nemici dell’acido ialuronico e che lo degrada (acido ialuronico: sostanza che trattiene l’acqua nella pelle e la mantiene idratata).
In sintesi, durante un buon sonno la pelle fa due cose insieme:
- produce nuovo collagene grazie allo stimolo del GH sui fibroblasti;
- protegge quello che ha, perché il cortisolo basso tiene a freno gli enzimi che lo degradano.
La notte è anche il momento in cui la pelle si dedica alla riparazione.
Durante il giorno è impegnata soprattutto a difendersi da raggi UV, inquinamento e dallo stress ossidativo, cioè i piccoli danni che le cellule subiscono ogni giorno, un po’ come la ruggine sul ferro.
Di notte i processi di rinnovamento delle cellule e di riparazione dei danni accumulati diventano prevalenti.

Quante ore servono davvero (e cosa succede se dormi poco)
Per un adulto la soglia di riferimento è di 7-8 ore di sonno per notte.
È un’indicazione generale. Il fabbisogno individuale varia in base allo stile di vita, al carico di lavoro e all’attività svolta durante il giorno.
Il numero di ore da solo non basta: serve un sonno ristoratore, continuo e di qualità.
Una persona con una vita regolata e un livello di stress nella media tende ad avere meccanismi notturni ben funzionanti.
Ha un buon rilascio di GH e una corretta discesa del cortisolo. Chi viaggia spesso, non ha orari fissi, o si sveglia spesso durante la notte, rischia di non godere degli stessi benefici, anche a parità di ore passate a letto.
Quando il sonno è insufficiente, gli effetti sulla pelle si vedono in fretta:
- pelle spenta e più pallida, con un colorito meno uniforme;
- occhiaie e gonfiore causato da uno scarso drenaggio dei liquidi, nella zona intorno agli occhi, dove la pelle è più sottile;
- aspetto stanco, con una maggiore evidenza delle rughe di espressione.
Anche la ricerca lo conferma. Diversi studi hanno osservato che le persone private di sonno vengono percepite dagli altri come più stanche, con occhiaie più marcate e pelle più pallida.
Chi dorme male in modo cronico mostra più segni di invecchiamento naturale della pelle, quello legato all’età, e una barriera cutanea (lo strato protettivo della pelle, che la difende dall’esterno e trattiene l’acqua) che si ripara più lentamente.
C’è però una precisazione importante. Le occhiaie possono avere molte cause, dalle caratteristiche di famiglia (predisposizione genetica) alla struttura del volto.
In quei casi dormire di più aiuta, ma spesso non basta.
In medicina estetica esistono trattamenti specifici, da valutare caso per caso.
Sonno e stress: un circolo che si influenza a vicenda
Sonno e stress si alimentano a vicenda.
Quando dormi poco o male, il cortisolo non scende come dovrebbe durante la notte. Il livello di cortisolo che resta alto per lungo tempo, a sua volta, peggiora la qualità del sonno.
Per la pelle questo circolo ha un effetto preciso.
Se il cortisolo resta alto anche di notte, manca il freno sugli enzimi che degradano collagene e acido ialuronico, proprio quando sarebbe prevista un’azione di riparazione.
È uno dei motivi per cui, nelle persone sottoposte a stress prolungato, i processi di invecchiamento della pelle possono comparire prima.
Per questo si può dormire otto ore e svegliarsi comunque con una pelle che non sembra riposata.
Pensa a chi lavora tredici ore al giorno senza pause, sostenuto da un caffè dopo l’altro. Il suo cortisolo notturno potrebbe restare vicino ai livelli del mattino e le ore di sonno non riescono a compensare.
“Beauty sleep”: cosa c’è di vero dietro il nome di moda
L’espressione beauty sleep, letteralmente “sonno di bellezza”, è entrata nel linguaggio comune soprattutto grazie al marketing.
Indica l’idea che dormire renda più belli, una sorta di beautification, cioè trasformare il sonno in un “trattamento di bellezza”, come se fosse un trattamento estetico da aggiungere alla routine.
Dietro il nome di moda c’è però un qualcosa di vero e che la scienza ha dimostrato, quello che abbiamo visto nei paragrafi precedenti.
Di notte il GH stimola la produzione di collagene e il ricambio dell’epidermide, mentre il cortisolo basso protegge il collagene già presente. Il “sonno di bellezza” ha basi fisiologiche precise.
Il marketing tende invece a presentare il sonno come un momento da “potenziare” con prodotti dedicati.
Per un medico il sonno è piuttosto uno dei pilastri della prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, e lavora insieme agli altri:
- alimentazione equilibrata;
- movimento regolare;
- non fumare e consumo moderato di alcol;
- protezione solare quotidiana;
- creme e prodotti adatti al proprio tipo di pelle.
Nessuno di questi fattori funziona da solo.
Dormire bene non compensa il fumo o l’esposizione al sole senza protezione, e allo stesso modo nessuna abitudine corretta compensa del tutto un sonno che manca da tanto tempo.

Il sonno conta quanto (o più di) qualsiasi trattamento
L’invecchiamento della pelle ha cause multiple:
- predisposizione genetica,
- esposizione al sole senza protezione,
- fumo, alcol,
- alimentazione scorretta,
- sonno scarso.
Per questo, quando valuto la pelle di un paziente, non guardo solo l’età scritta nei documenti.
Analizzo fototipo e biotipo cutaneo, cioè la reazione della pelle ai raggi ultravioletti (UV) e la classificazione in base alla quantità di acqua e sebo (il grasso naturale della pelle) presenti in superficie. Per esempio se la pelle è sensibile o disidratata.
Solo dopo decido se intervenire in superficie o in profondità per stimolare i fibroblasti a produrre collagene ed elastina.
Il sonno pesa anche sull’efficacia dei trattamenti.
La biorivitalizzazione è un trattamento fatto con piccole iniezioni, di solito di acido ialuronico, che idratano la pelle e stimolano le cellule che producono collagene ed elastina (i fibroblasti). Se dopo il trattamento vivi un periodo di forte stress, fumi, bevi alcol o dormi poco, i risultati possono ridursi di molto.
Dopo la tossina botulinica (il cosiddetto botulino) raccomando, per le prime 24 ore, di evitare movimenti bruschi del capo e di riposare adeguatamente. Il riposo fa parte del trattamento quanto la seduta in ambulatorio.
Il sonno è una delle abitudini che contano quanto, o anche più, di qualsiasi trattamento. Proprio perché è un’abitudine, è anche uno dei fattori su cui hai più controllo.
Se vuoi capire come il tuo stile di vita, sonno compreso, si riflette sulla tua pelle, il punto di partenza è una valutazione completa. Ne parlo qui: Check up cutaneo: cos’è e perché è il primo passo di ogni percorso serio.
Nei prossimi articoli del blog entreremo più nel dettaglio sull’influenza dello stress sulla pelle, su come aumentare il collagene naturalmente e tanto altro.
Se questi temi ti interessano, continua a seguire il blog.